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Terapia Metacognitiva Interpersonale

Metacognitive Interpersonal Therapy

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive sviluppate negli ultimi vent’anni. È nata e si è sviluppata a metà degli anni ’90 per adattare i modelli di terapia cognitiva alla cura dei pazienti con disturbi di personalità, questo trattamento è nato all’interno di un programma di ricerca che coniugava alcune osservazioni cliniche, condotte principalmente su pazienti con disturbi di personalità e schizofrenia, con i nuovi sviluppi della ricerca scientifica, in particolare della scienza cognitiva.

Alcuni persone hanno difficoltà a descrivere il proprio mondo interiore, ad esempio comprendere cosa abbia scatenato un’emozione e in che modo quell’emozione abbia portato a conseguenze negative che la persona non sa padroneggiare. L’insieme di queste capacità psicologiche che permettono di comprendere il proprio mondo interno e i pensieri, le emozioni e le motivazioni che spingono gli altri a comportarsi in determinati modi è chiamata metacognizione.

Il modello metacognitivo-interpersonale definisce la metacognizione come l’insieme delle abilità che consentono all’individuo di attribuire e riconoscere la presenza di stati mentali (es. emozioni, pensieri, desideri, bisogni, intenzioni) in se stesso e negli altri a partire da espressioni facciali, stati somatici, comportamenti ed azioni, di riflettere e ragionare su di essi e di utilizzare tali conoscenze per prendere delle decisioni, risolvere i problemi interpersonali, padroneggiare la sofferenza soggettiva e negoziare efficacemente i propri desideri e scopi con gli altri.
Le abilità metacognitive possono essere suddivise in tre aree: abilità metacognitive che consentono di riflettere e ragionare su se stessi, abilità metacognitive che permettono di riflettere e ragionare sugli stati interni ed il comportamento delle altre persone e abilità metacognitive che consentono di gestire gli stati mentali problematici.
La Terapia Metacognitiva Interpersonale si suddivide in due parti. La prima parte è denominata “Formulazione condivisa del funzionamento” in cui il terapeuta TMI, aiutando il paziente a rievocare ed esplorare una serie di memorie autobiografiche tra loro associate, ricostruisce assieme al paziente il modo in cui il paziente pensa, sperimenta emozioni e si comporta all’interno delle relazioni interpersonali (schemi interpersonali), aiutandolo a comprendere come la propria sofferenza sia generata principalmente da tali schemi. La sofferenza delle persone con disturbi di personalità è alimentata dalla presenza di specifiche dinamiche relazionali disfunzionali, definite i cicli interpersonali problematici. In particolare, chi presenta questo tipo di patologia si relaziona all’altro con una serie di aspettative negative, rigide e pervasive, che generano atteggiamenti e reazioni emotivo-comportamentali coerenti con le proprie previsioni. Questo circuito relazionale, pertanto, conferma nella persona le proprie aspettative e mantiene stabile nel tempo le condizioni da cui origina l’attivazione del ciclo interpersonale disfunzionale.
Una volta ricostruita la scena e compresi i motivi psicologici di sofferenza e problemi, la Terapia Metacognitiva Interpersonale passa alla “Promozione del cambiamento”, che comprende l’adozione di prospettive alternative, la valorizzazione di aspetti positivi, sani e funzionanti di sé, la promozione di un senso di padronanza di sé per realizzare i propri desideri e obiettivi. In fasi più avanzate di terapia, la Terapia Metacognitiva Interpersonale aiuta il paziente a comprendere come possa contribuire con i propri comportamenti e attitudini alla creazione dei problemi e cambiare in modo da ottenere dagli altri risposte migliori.

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